Fiume

2014-11-07T10:40:00+01:00



Cosa accadrebbe se si prendesse una base dark wave a metà strada tra Cure e Joy Division, vi si unisse un attitudine sostanzialmente punk, suoni pesanti quasi metal, atmosfere che spaziano tra i primissimi Litfiba, il grunge e i Diaframma, venature blues e una voce capace di fare da fil rouge in tutto questo? Si otterrebbe l’ultima fatica dei pomeziani Duramadre guidati da Evangelos Voutos, Fiume. Il mini, così chiamato dalla band anche se contiene 7 tracce, presenta una band che pare aver trovato la propria modalità espressiva. I suoni sono ruvidi, pesanti, scuri, tra punk e dark, tra garage e blues tra grunge e post grunge come in Domani dove si sentono echi Smashing Pumpkins che si perdono in anfratti punk a la CCCP. Un disco musicalmente diretto in molti sensi, che piace o non piace, ma che offre diverse sfumature e spunti sui testi di Voutos rigorosamente in italiano. Il titolo del disco già introduce in questo mondo eracliteo del tutto scorre, tutto cambia, tutto sfugge. Il vocalist appoggia l’interpretazione sulla lezione dei grandi cantanti “alternativi” nostrani facendola propria e miscelandola a corrispettivi stranieri come potrebbero essere Glen Danzing o Peter “Blackie” Black degli australiani Hard On o nomi divenuti più blasonati negli anni come Hetflield. Tutto ciò come cadenze e metrica, il timbro resta strettamente italiano non tralasciando mai la melodia anche nei frangenti più urlati.

Nel complesso un buon prodotto questo dei Duramadre. Punk quanto basta per mantenersi “fedeli alla linea”, è autoprodotto, ma non del tutto evitando così perdersi nel già sentito mainstream.



Argomenti: Rock, recensioni, stampa cd, duplicazione cd, Digipack

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