NOTE DI LETIZIA

2016-12-05T10:00:00+01:00



Una piccola chiesa. Una piccola parrocchia nella campagna valdelsana. Un piccolo organo. Per chi conosce i frutti preziosi della filologia, della musicologia, della storia dell’organaria congiuntamente all’urgenza della nuova evangelizzazione che interessa così intensamente le nostre terre, non c’è niente di comico, niente per cui storcere il naso, niente da compatire: c’è soltanto un partecipe sforzo di testimoniare la possibilità reale dell’incontro con Cristo nella bellezza a servizio del Culto e della vita di fede. Così, dunque, un piccolo strumento dal suono cristallino ma netto, di germanica fattura del secolo appena trascorso, in una piccola chiesa di una piccola parrocchia è divenuto il mezzo con cui bambini, adolescenti e adulti hanno potuto incontrare per la prima volta le pagine gioviali di Zipoli, quelle intense di Bach…e sono pure piaciute molto! Scrive il Prof. Don Gianni Cioli nella prefazione: “Come ha felicemente suggerito la filosofa Iris Murduch, la bellezza «rappresenta l’opportunità più evidente per uscire da noi stessi (unselfing)», un’opportunità che risulta ancor più preziosa in una società come l’attuale, narcisisticamente e infelicemente ossessionata dalla centratura su se stessi di cui la pratica del selfie, o autoritratto, è una delle più diffuse manifestazioni. Se poi la bellezza, come nel caso delle musiche di Zipoli e di Bach, s’inscrive nell’orizzonte della fede cristiana, l’esperienza dell’unselfing può costituire un vero e proprio cammino di conversione, arricchendo il rapporto con Dio di chi se ne lascia coinvolgere".

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